La sindrome metabolica
La sindrome metabolica non è una singola patologia, ma l’associazione di più fattori di rischio che possono presentarsi contemporaneamente:
• accumulo di grasso nella zona addominale: circonferenza vita uguale o superiore a 94 cm nell’uomo e a 80 cm nella donna, secondo i valori di riferimento per gli adulti di origine europea;
• pressione arteriosa elevata: pressione sistolica uguale o superiore a 130 mmHg e/o pressione diastolica uguale o superiore a 85 mmHg, oppure trattamento antipertensivo;
• aumento della glicemia: glicemia a digiuno uguale o superiore a 100 mg/dL, oppure trattamento farmacologico per glicemia elevata;
• trigliceridi elevati: valori uguali o superiori a 150 mg/dL, oppure trattamento specifico;
• riduzione del colesterolo HDL: valori inferiori a 40 mg/dL nell’uomo o a 50 mg/dL nella donna, oppure trattamento specifico.
Secondo i criteri clinici comunemente utilizzati, si parla di sindrome metabolica quando sono presenti almeno tre di questi cinque fattori. Le soglie della circonferenza addominale possono variare secondo la popolazione di appartenenza e il criterio clinico adottato.
La presenza combinata di questi fattori aumenta il rischio di sviluppare diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e altre complicanze metaboliche. Spesso la sindrome metabolica non provoca sintomi evidenti e viene individuata attraverso la misurazione della circonferenza vita, il controllo della pressione arteriosa e gli esami del sangue.
I valori riportati hanno carattere informativo e non devono essere utilizzati per formulare un’autodiagnosi. La diagnosi è di competenza medica.
Un’alimentazione equilibrata, l’attività fisica adeguata, il controllo del peso, la qualità del sonno e la riduzione della sedentarietà possono contribuire alla gestione dei fattori di rischio, insieme alle eventuali terapie prescritte dal medico.